Dal 2019 Andrea Pennacchi è una delle presenze più riconoscibili — e irrinunciabili — di Propaganda Live, il programma di informazione e satira politica in onda ogni venerdì sera su La7. Diretto con mano ferma e spirito libero da Diego Bianchi (alias Zoro) e impreziosito dalle grafiche fulminanti di Makkox, Propaganda è diventato molto più di una trasmissione: è una specie di rito laico del venerdì sera, un punto di riferimento per chi vuole capire il mondo ridendone, o riderne capendolo.
Ed è in questo laboratorio di satira e umanità che Pennacchi ha portato una delle sue creazioni più esplosive: il Pojana. Emblema del “nordest che lavora, produce e vota incazzato”, il Pojana è una maschera tragicomica, armata di accento veneto, certezze assolute e una rabbia epidermica contro tutto ciò che odora di stato, regole e — soprattutto — politically correct. Una specie di Zelig padano che grida “viva l’autonomia!” mentre si lamenta dei migranti col SUV parcheggiato in doppia fila.
Ma Pennacchi non si è fermato al solo Pojana. Ha costruito nel tempo una vera e propria galleria di maschere italiane, in bilico tra il teatro popolare e la commedia dell’arte, tra tragedia e varietà. C’è il giornalista Bepi Molon, cronista old school con lo sguardo stanco e il cuore ancora romantico. Il Colonnello Pirro Graziani, relitto d’altri tempi, nostalgico e ridicolo. E poi una serie di altri personaggi che fanno ridere, riflettere e — qualche volta — anche un po’ piangere.
Pennacchi alterna la sua presenza live sul palco a video girati con la regia di Marco Segato, diventati un marchio di fabbrica del programma. Questa modalità nasce durante il lockdown del 2020, quando il teatro si ferma ma la voglia di raccontare no, e da allora è diventata un elemento irrinunciabile dello stile Pennacchi. I suoi monologhi filmati — ambientati tra bar desolati, capannoni industriali e strade di provincia — diventano piccoli affreschi del paese reale, un’Italia dimenticata e bellissima, che non entra nei talk show ma che a Propaganda trova voce, corpo e dialetto.